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Gorilla orfani

Gorilla orfani

09.11.2012 (Mah / Repubblica del Congo)

Aspettiamo seduti su dei comodi divani in vimini sotto un bel gazebo. Sul tavolino un libro. Riporta l’immagine di una giovane donna bianca che abbraccia un gorilla. La donna dei gorilla! Il libro è intitolato “Gorilles orphelins” (fr. Gorilla orfani). Con il suo sogno da bambina, l’amore per l’Africa e la natura e con tanta determinazione, Despina Chronopoulos è arrivata fino a qui, nella riserva della Léfini, per aiutare i gorilla. Despina è riuscita in quello che per tutti sembrava un progetto impossibile. Raccogliere bebè gorilla rimasti orfani a causa della caccia indiscriminata e reintrodurli in natura. Animali estremamente sociali e sensibili, senza una madre, senza un esempio da seguire, finiscono per lasciarsi morire. Despina ha creato una nursery nello splendore della riserva ed è stata per loro una seconda madre. Li ha studiati, ma a modo suo, senza seguire i dogmi della ricerca classica. E’ riuscita a capire i loro comportamenti, le loro abitudini e i loro bisogni. E’ stata accettata dal primo clan di sei elementi e dai successivi e, lentamente, come capo gruppo, li ha resi capaci di sopravvivere in natura. Siamo nella riserva naturale dei gorilla di Leslo-Louna, nel sito di Iboubikro dove è attivo il progetto di re-inserzione dei gorilla. Attualmente un numero considerevole di gorilla è libero in natura. La porta a zanzariera finalmente si apre ed arriva Osamba, l’eco-guardia che, seguendo un breve sentiero nella foresta, ci porterà dai bebè gorilla. Per ragioni di sicurezza (i gorilla possono essere molto aggressivi se si viola il loro territorio), ma soprattutto per non abituarli eccessivamente alla vicinanza con l’uomo, non ci si può avvicinare a meno di sette metri da loro. Un torrente separa in effetti il mondo dei gorilla dal nostro. Aspettiamo sulla nostra riva e, poco dopo, dei rumori e delle grida. Arrivano. Sono sei. Cinque maschi ed una femmina che compongono parte del prossimo gruppo che verrà presto liberato. Il più piccolo ha un anno. Il capo dominante sei anni. Belli. Folta pelliccia nera, arti molto sviluppati e uno sguardo fisso, tra il curioso e l’inquisitore. “Chi siete?” sembrano volerci dire. In tutti i casi non sappiamo se siamo noi ad essere li ad osservarli oppure loro. Ci guardano e ci studiano nello stesso nostro modo. Rimaniamo con loro a lungo e partiamo quando loro decidono di partire. Per noi un’esperienza indimenticabile, e la certezza che nella riserva della Léfini un grande progetto è in corso.

 

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