La città celeste
12.04.2012 (Chefchaouen / Marocco)
Camminando per le viuzze bianco e celesti della cittadina ci sono venditori ovunque. Tappeti coloratissimi, vestiti tradizionali e lavori di artigianato in cuoio, oro, platino e legno. Il bianco attraeva i viandanti dalle vie di commercio lontane. Il celeste invece è il colore della vita, dell'acqua. E' ripidissima e con case molto curate. Si capisce bene da dove Granada, Ronda, Siviglia ed altre città andaluse hanno origine.
Per le guide è la città bianco e celeste, ma gli abitanti la chiamano con fierezza la "capitale dell'hashish". Amsterdam impallidisce al confronto. Ad ogni svolta c'è qualcuno che chiede gentilmente se ne vuoi un po', magari mezzo chilo o un chilo... Ti vogliono invitare nelle loro case in montagna per un thé e mostrarti le coltivazioni e la lavorazione.
A Chefchaouen vale la pena sedersi ad un tavolino e sorseggiare un thé (zuccheratissimo) alla menta fresca ed osservare passare gli uomini nei loro costumi tradizionali e le affascinanti donne addobbate con ori. La città è protetta da alte montagne e da colline verdeggianti. Imboccando uno dei tanti sentierini contorti, in poco tempo ci si addentra nelle tradizioni e nella vita semplice dove è difficile comunicare se non in arabo.